PILLOLE DI SICUREZZA

30 lug, 2010 | Di Carmine Celardo | Categoria: In Evidenza, Pillole di sicurezza

 

 

 

Le news della settimana in rassegna stampa…il punto di aggregazione sulla Sicurezza

 

 

 

 

SICUREZZA ALIMENTARE: CONTINUANO IL MONITORAGGIO E I CONTROLLI DEL MINISTERO. Il ministero ha comunicato che “continua l’azione di monitoraggio e controllo negli stabilimenti di produzione ed in tutte le fasi di commercializzazione delle mozzarelle su tutto il territorio nazionale, da parte dei servizi veterinari delle ASL , delle Regioni e province autonome di Trento e Bolzano, e dei NAS e degli Istituti zooprofilattici sperimentali.
Il ministro ha inteso inviare “un particolare ringraziamento per la costante attività svolta a tutela del consumatore e delle produzioni italiane”. Il ministero della Salute ha  poi convocato un tavolo operativo con l’ Istituto Superiore di Sanità e gli Istituti Zooprofilattici  per fare una valutazione dei dati analitici ottenuti dai controlli effettuati e dei dati scientifici, attualmente disponibili. Sulla base dei risultati dell’incontro potranno essere formulate indicazioni operative indirizzate sia agli organi di controllo che alle Aziende di produzione. E’ stato previsto, inoltre, un incontro con le Associazioni di Categoria del settore lattiero caseario al fine di sensibilizzare gli operatori del settore alimentare a mantenere elevata la collaborazione con le autorità sanitarie e pianificare strategie comuni sul fronte igienico sanitario.

SICUREZZA LAVORO: CONFARTIGIANATO CONTRO LE TARIFFE INAIL. “I dati sulla riduzione degli infortuni sul lavoro confermano che è arrivato il momento di procedere alla riduzione delle tariffe dei premi Inail pagati dagli artigiani”. Lo dichiara il Segretario di Confartigianato Imprese – Stelvio Gauzzi – analizzando le rilevazioni dell’Inail diffuse nei giorni scorsi. “La sicurezza sul lavoro – sottolinea Gauzzi – è un valore fondamentale per gli imprenditori artigiani e per i loro dipendenti. Grazie anche alle iniziative della Confartigianato in tema di sicurezza, la gestione dell’artigianato presso l’Inail evidenzia, ormai da anni, un eneorme avanzo economico di Bilancio. Risorse che, però, non vengono utilizzate né per aumentare le prestazioni, né per ridurre il costo del lavoro, né per finanziare azioni e progetti volti ad accrescere la sicurezza sui luoghi di lavoro”. “Così – aggiunge Gauzzi – nonostante la diminuzione degli infortuni testimoniata dall’Inail e nonostante la situazione gestionale ampiamente positiva, i nostri imprenditori continuano ad avere il costo assicurativo più alto rispetto agli altri settori economici. Può ancora definirsi assicurazione quella dell’Inail che non riduce l’entità delle tariffe a fronte di un minor tasso di rischiosità?”. “Sollecitiamo – conclude il Segretario di Confartigianato Imprese Perugia – la rapida conclusione del confronto già avviato tra le parti sociali e l’Inail, con l’obiettivo di porre rimedio all’insopportabile divaricazione tra i premi versati dagli imprenditori all’Istituto e le prestazioni ricevute”.

CARCERE, IL LAVORO DENTRO E FUORI. IL PROGETTO E LE STORIE DEI DETENUTI. Sassari – In carcere si lavora: a turno, con contratti a tempo determinato, ma si lavora. E anche in questo luogo così particolare valgono le norme di sicurezza esterne perché la posizione del carcere è assimilabile a quella di un qualsiasi datore di lavoro. Le leggi e gli standard di prevenzione vanno quindi conosciuti, i contratti anche. Per questo è stato realizzato nella casa circondariale un progetto destinato a detenuti in carcere e in semilibertà che un lavoro lo hanno trovato fuori dalle mura. Si chiama “In sicurezza” il percorso di formazione e informazione sui temi del lavoro e legalità, è stato realizzato con la collaborazione della direzione Provinciale del Lavoro, l’INAIL, l’ANCE-CPT-Scuola Edile del nord Sardegna. In tutto otto ore, divise in due giorni di corso, in cui i professionisti dell’Ispettorato del lavoro hanno spiegato i dettagli di un contratto e la prevenzione degli incidenti sul lavoro, fuori e dentro il carcere. Questa mattina all’interno del San Sebastiano sono stati illustrati i dettagli del progetto e tre detenuti – lavoratori in semilibertà hanno parlato dell’esperienza. A loro è stato consegnato un attestato di Prima formazione, spendibile anche nel mondo del lavoro. Parla la dottoressa Virginia Melis, la responsabile della prevenzione Inail che ha tenuto il corso: «Ho riscontrato un interesse particolare soprattutto per la differenza tra la malattia professionale e l’infortunio, ad esempio. Un’esperienza da ripetere, speriamo che sia solo l’inizio di un percorso che deve continuare».

IN AGRICOLTURA IL 39% DELLE MORTI BIANCHE. Il 39% delle morti bianche si verifica nel settore agricolo. Lo rileva l’Osservatorio sulla Sicurezza di Vega Engineering di Mestre, sottolineando che le nuove generazioni impiegate nella raccolta di frutta e ortaggi entreranno a stretto contatto con la natura ma anche con un mondo in cui si conta il maggior numero di vittime nei luoghi di lavoro. ”L’agricoltura e’ uno dei settori, insieme a quello del turismo, che offre le maggiori opportunita’ di lavoro estivo. Soprattutto per i giovani – spiega Mauro Rossato, presidente di Vega Engineering – E quest’anno i ragazzi tra i 18 e i 27 anni che lavoreranno nei campi, come stimato dalla Coldiretti, saranno ben 100 mila, per cui e’ indispensabile predisporre tutti gli strumenti di formazione e di informazione per i giovani sul fronte della sicurezza”. Gli incidenti mortali in agricoltura sono un’emergenza in Lombardia (16 su 42 decessi), Puglia (9 su 24), Sicilia (9 su 20), Calabria (6 su 12), Emilia Romagna (6 su 18), Toscana (4 su 11), Abruzzo (7 su 11) e Marche (4 su 10). Nell’ultimo semestre il 10% delle vittime sono giovani che non hanno compiuto i 30 anni. L’ ‘esercito’ piu’ numeroso di stagionali, per la Coldiretti, e’ in Puglia (18%); seguono Sicilia (13%), Calabria (12%), Campania (7%), Veneto (6%), Trentino e Lombardia (5%). Le regioni ai primi posti per le morti sul lavoro sono Lombardia (37), Veneto (23), Puglia (21) e Sicilia (19).

SALUTE: MAXI SEQUESTRO DI CIBI SCADUTI NELLE STRUTTURE TURISTICHE ITALIANE. Ammontano a oltre mille tonnellate gli alimenti sequestrati dai Carabinieri dei Nas tra il 20 giugno e il 20 luglio nell’ambito dell’operazione ‘Cibo sicuro’, i cui risultati sono stati presentati questa mattina al ministero della Salute.In totale i militari hanno effettuato 3.300 ispezioni, nell’ambito delle quali sono state accertate 1.130 situazioni irregolari e segnalate 199 persone all’autorità giudiziaria e 940 a quella amministrativa. Il valore degli alimenti sottratti alla rete distributiva ammonta complessivamente ad oltre 3,5 milioni di euro. Come ha spiegato Demetrio Conti, comandante dei Nas di Milano, “il numero di alimenti sequestrati è imponente. Per farsi un’idea basti pensare che occuperebbero 20 vagoni ferroviari. Le verifiche hanno riguardato attività produttive e commerciali”. In particolare sono state rilevate “gravi irregolarità” in 84 strutture, tra supermercati, bar, ristoranti, pescherie, depositi e stabilimenti di lavorazione. Gli alimenti sequestrati sono stati di varia natura, come prodotti ittici, lattiero-caseari, carne, prodotto da forno e cereali e bibite. Le località ispezionate sono quelle della costiera garganica, amalfitana, romagnola e di Fiumicino.

DOPO LA MOZZARELLA BLU, ARRIVA LA RICOTTA ROSSA. LA SCOPERTA A OLBIA. Dopo la mozzarella blu è il turno della ricotta rossa. E’ l’amara scoperta che ha fatto una donna di Olbia che ha pensato bene di chiamare subito i Nas di Sassari. Il maresciallo dei Carabinieri Antonio Pinna ha spiegato che “la ricotta è stata acquistata dalla signora in un market di Olbia. Anche se non ancora scaduto il prodotto, una volta aperta la confezione, presentava un colore tra il rosa e il rosso tenue. Ecco perché abbiamo già provveduto a sequestrare in quel market tutte le confezioni di ricotta di quella stessa marca, tipo e lotto”. E mentre scattano le analisi sul prodotto, i nuclei del Nas stanno provvedendo a bloccare la ricotta incriminata in tutta Italia ed a controllare tutti i lotti dell’azienda produttrice, situata nel Nord Italia. “Siamo preoccupati  per le conseguenze che questi casi, ormai non più isolati, comporteranno  – afferma Angelo Pisani, Presidente dell’associazione NoiConsumatori -. Dopo lo scandalo delle mozzarelle blu, adesso la ricotta rossa: un altro allarme  proveniente sempre da un prodotto caseario. Di questo passo l’ennesimo scandalo, oltre a mettere a rischio la salute degli italiani,  farà esplodere l’emergenza alimentare, la psicosi di massa, ed i consumatori non acquisteranno più latticini. Ciò comporterà una grossa sfiducia nei consumi che si ripercuoterà sicuramente nel settore della produzione casearia e dei suoi derivati incidendo sulla nostra economia. Chiediamo maggiore tutela per i cittadini, maggiori garanzie sugli alimenti che acquistano e più informazioni sulla filiera di produzione, sulla provenienza delle materie prime e sulle modalità di lavorazione. Inoltre sono necessari costanti controlli sui tempi e le prassi di conservazione dei cibi nonché sulla qualità con cui questi vengono diffusi e venduti nei supermercati italiani. E’ la seconda volta in poco più di un mese che sorge un rischio alimentare – continua Pisani -, evidentemente non ci sono monitoraggi  adeguati e costanti  sugli alimenti e sulle aziende. I produttori responsabili di questi fenomeni che colpiscono l’intero Paese devono essere puniti con sanzioni e pene esemplari perché hanno attentato alla salute pubblica! Che si restituiscano agli italiani la possibilità di fare la spesa in piena sicurezza e la consapevolezza di ciò che scelgono di acquistare”.

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