PILLOLE DI SICUREZZA

23 lug, 2010 | Di Carmine Celardo | Categoria: In Evidenza, Pillole di sicurezza

 

 

Le news della settimana in rassegna stampa…il punto di aggregazione sulla Sicurezza

 

 

 

 

MORTI BIANCHE IN AUMENTO DEL 400% IN PROVINCIA DI LATINA. Latina – Morti bianche aumentate nel settore edile del 400% in due anni in provincia di Latina. E’ il dato presentato questa mattina dal Comitato paritetico territoriale di Latina in una conferenza sugli infortuni mortali nel settore edile ed sul lavoro svolto nell’ultimo triennio dai responsabili dei lavoratori per la sicurezza territoriale (Rslt). I responsabili dei sindacati hanno tracciato il bilancio poco lusinghiero per il settore: alla data dell’11 giugno erano quattro, contro i 5 registrati nel 2009 e contro un solo incidente con esito mortale nel 2008. Nell’occasione è stata presentata anche l’attività di prevenzione condotta dagli Rslt, che si occupano dell’accesso ai cantieri e della consulenza alle aziende per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro. Tra il 2007 ed il 2009 sono stati visitati 316 cantieri, rilevando 731 operai, 27 tecnici, 19 dirigenti, 57 responsabili dei lavoratori per la sicurezza, 53 addetti al primo soccorso, 51 addetti antincendio. Le maggiori inosservanze hanno riguardato la mancanza di parapetti nella parte finale dei ponteggi e nei solai, la mancanza di castelli esterni ai ponteggi per lo scarico di materiale da gru e l’eccessiva presenza sui solai di tavole con chiodi sporgenti.

SICUREZZA SUL LAVORO, DE SIMONE: “E’ ORA DI RIDURRE LE TARIFFE INAIL PAGATE DAGLI ARTIGIANI”. Viterbo – “I dati sulla riduzione degli infortuni sul lavoro confermano che è arrivato il momento di procedere alla riduzione delle tariffe dei premi Inail pagati dagli artigiani”. Lo dichiara l’ufficio studi di Confartigianato commentando le rilevazioni dell’Inail diffuse ieri. “La sicurezza sul lavoro – sottolinea il segretario provinciale Andrea De Simone (foto) – è un valore fondamentale per gli imprenditori artigiani e per i loro dipendenti. Proprio grazie alle iniziative di Confartigianato sia a livello nazionale che locale in tema di sicurezza la Gestione dell’artigianato presso l’Inail evidenzia, ormai da anni, un avanzo economico che sfiora 1 miliardo di euro. Risorse che, però, non vengono utilizzate né per aumentare le prestazioni, né per ridurre il costo del lavoro, né per finanziare azioni e progetti volti ad accrescere la sicurezza sui luoghi di lavoro”. “Così – aggiunge De Simone – nonostante la diminuzione degli infortuni testimoniata dall’Inail e nonostante la situazione gestionale ampiamente positiva, i nostri imprenditori continuano ad avere il costo assicurativo più alto rispetto agli altri settori economici. Può ancora definirsi assicurazione quella dell’Inail che non riduce l’entità delle tariffe a fronte di un minor tasso di rischiosità?”. “Sollecitiamo quindi la rapida conclusione del confronto già avviato tra le parti sociali e l’Inail, con l’obiettivo di porre rimedio all’insopportabile divaricazione tra i premi versati dagli imprenditori all’Istituto e le prestazioni ricevute”.

FORMAZIONE ON-LINE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO: FORMULA VINCENTE. La formazione ha assunto nel corso degli ultimi anni un ruolo strategico per le aziende pubbliche e private. Le nuove tecnologie informatiche e l’accesso a internet hanno ampliato il campo d’applicazione delle piattaforme didattiche, consentendo una maggiore fruibilità della formazione e un’articolazione adeguata rispetto alle diverse esigenze. L’ambito della sicurezza del lavoro rappresenta un settore chiave per la formazione, sia per gli obblighi imposti dalla normativa, sia per l’impatto sulla salute dei lavoratori. A fornire un quadro dettagliato sul ruolo della formazione on-line in merito alla sicurezza è Ronaldo Morelli, Presidente dell’ANFOS (Associazione Nazionale Formatori della Sicurezza sul Lavoro), che delinea il percorso istituzionale insieme ai vantaggi di questo metodo innovativo. L’iter normativo inizia nel 2000 con un progetto ambizioso della Comunità europea che aveva come obiettivo quello di fare dell’Unione entro il 2010 “l’economia più competitiva del mondo”. Con questo progetto venivano poste le basi affinché gli stati membri accelerassero il processo di alfabetizzazione tecnologica. Nel 2001 vengono invece programmate le modalità per un piano di formazione e-learning. Il programma d’azione 2007-2013 rappresenta il passaggio cruciale per la formazione a distanza, perchè viene inserita una sezione speciale sulle nuove tecnologie e la possibilità di ottenere l’interattività con i campus pedagogici. L’approccio alla formazione multimediale passa da un modello positivista ad un modello costruttivista, che mette mette al centro il discente che deve imparare e non l’offerta formativa: i soggetti devono sentirsi parte attiva del processo di apprendimento. L’applicazione della formazione a distanza nel campo della sicurezza del lavoro è iniziata in Italia nel 2006. I dati dell’Osservatorio e-learning realizzato con Aitech Assiform e Cnipa, centro nazionale per l’informatica, evidenziano una lenta e costante crescita della formazione a distanza. Cresce inoltre la domanda di esperti sulla sicurezza da parte delle aziende italiane. Le ultime stime rilevano un calo degli infortuni sul lavoro, il fenomeno è in parte dovuto anche alla crisi economica. La normativa recente (D.lgs 81/2008) affida alla formazione un ruolo di rilievo che la modalità e-learning potrà rendere più fruibile, soprattutto da parte dei lavoratori stranieri che al momento rappresentano l’anello debole del sistema.

VENETO: NEL 2009 FORTE CALO DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO. Segnali positivi dal fronte della lotta per la sicurezza nel lavoro in Veneto. Gli sforzi congiunti di sindacato e imprese e la straordinaria mobilitazione ed attenzione che i media hanno dato alle morti sul lavoro nel corso del 2008 sembra stiano dando i primi utili frutti. Così dicono i dati dell’Inail presentati, nel corso di una conferenza stampa nei giorni scorsi. Il calo degli infortuni sul lavoro registrato a livello nazionale rispetto al 2008 è del 10,7%, considerando l’ambiente ordinario di lavoro (da 724.570 a 646.695 casi), più modesto ( da 51.357 a 50.168, pari al -2,3%) per quelli avvenuti nella circolazione stradate (occorsi cioè a lavoratori che operano normalmente in questo contesto: autotrasportatori merci/persone, commessi viaggiatori, addetti alla manutenzione stradale, ecc.) e così è anche per gli infortuni in itinere (casa-lavoro) che registrano un - 6,1% ( da 99.217 a 93.137). L’industria manifatturiera segna addirittura un – 24,1 %. Molto più consistente il calo registrato in Veneto, come nelle altre aree industriali del Paese ed in particolare del Nord. Con una riduzione degli infortuni (tutti, compresi quelli in itinere) nel 2009 del 14,2 % rispetto all’anno prima (in valori assoluti ben 15 mila in meno: da 104.174 a 89.403) la regione Veneto guida la classifica delle variazioni con segno meno, seguita da Friuli, Marche, Emilia Romagna. Positivi anche i dati sui casi mortali. In tutta Italia, tra il 2008 ed il 2009, si sono avuti 70 morti sul lavoro in meno (1.120 casi nel 2008, 1.050 nel 2009, pari al -6,3%). In Veneto si è passati dai 112 morti sul lavoro del 2008 ai 75 del 2009, quindi 37 casi in meno: un terzo esatto. Nel conteggio sono considerati però anche i casi mortali accaduti nel percorso casa-lavoro che, della dimensione nazionale sono circa il 25% del totale (291 nel 2008 e 283 nel 2009: un calo quasi inesistente). Alcuni commentatori ascrivono alla calo dell’occupazione e al ricorso alla Cig e quindi al minor numero di ore lavorate questo significativo miglioramento della situazione sotto il profilo della sicurezza. Ipotesi che però contrasta con altri osservatori che ipotizzavano una recrudescenza degli infortuni sul lavoro determinata da un peggioramento delle condizioni di lavoro causate dalla crisi economica in atto. A completare il quadro delle dinamiche in corso su questo aspetto del lavoro i dati, presentati recentemente in un convegno del sindacato veneziano, relativi agli infortuni mortali nei primi 5 mesi del 2010 (fonte Vega Engineering): 192 casi in Italia di cui 19 in Veneto, considerando anche nel triste elenco, i lavoratori autonomi: coltivatori diretti ed artigiani. Un dato parziale che però fa ben sperare in un ulteriore miglioramento della sicurezza del lavoro nel 2010. 

INCIDENTI LAVORO: FP LOMBARDIA, AUMENTANO IN SANITÀ. “Apprendiamo con sconforto e con rabbia la notizia dell’ennesima morte sul lavoro – ieri è stata una giornata particolarmente drammatica per il nostro paese, con sette morti bianche – di un giovane tecnico di radiofarmacia che prestava la sua opera presso l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Ancora una volta dobbiamo assistere alla disperazione di una famiglia, cui esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà”. A dirlo in una nota è la Funzione pubblica Cgil di Milano e della Lombardia. “In attesa che sia più chiara la dinamica dell’incidente – affermano i segretari regionali Marzia Oggiano e Florindo Oliverio – vogliamo ribadire con forza, così come abbiamo fatto nel corso dell’assemblea dei lavoratori dell’Ieo svoltasi oggi pomeriggio, che non si può mollare di un solo punto, non bisogna mai distrarsi dall’impegno di sensibilizzazione e di controllo sull’applicazione delle norme per la sicurezza sul lavoro”. “Purtroppo – prosegue la nota – i dati ci dicono che nella sanità, pubblica e privata, gli infortuni sul lavoro, pur senza avere sempre esiti così tragici, negli ultimi cinque anni hanno registrato un incremento; essi sono anche il frutto di una progressiva riduzione dei presidi e del personale preposto ai controlli e alla verifica della piena osservanza delle leggi. Chiediamo a tutte le istituzioni di non permettere che, ancora una volta, esaurito il momento delle manifestazioni di lutto, tutto torni come prima, come se niente fosse, fino alla prossima vittima”. La Fp chiede alla Regione “di affrettarsi a rendere operative le disposizioni contenute nel nuovo Piano Socio-Sanitario, e di definire con chiarezza competenze, ambiti di intervento e, soprattutto, di non tagliare ulteriormente le risorse destinate alla prevenzione e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dopo la pausa estiva – conclude la nota – organizzeremo un’iniziativa per fare il punto sull’applicazione delle normative sulla sicurezza in tutti i presidi socio-sanitari di Milano e Lombardia, e daremo vita a un osservatorio permanente sugli infortuni e le malattie professionali”.

LAVORO: SACCONI, SU SICUREZZA NON SIAMO IL PEGGIOR PAESE AL MONDO. Roma – “Non siamo il peggior Paese al mondo” sulla sicurezza sul lavoro. Lo dice il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, commentando i dati Inail sul calo degli infortuni e delle morti sul lavoro. “Nel complesso – spiega – il rapporto Inail ci dice che fortunatamente andiamo nella giusta direzione anche se non ci accontentiamo. I dati fanno giustizia sulle polemiche esasperate che non hanno fondamento”. Il calo degli infortuni e delle morti sul lavoro sono “in parte” influenzate dal calo della produzione legato alla crisi, ha spiegato Sacconi, ma “c’e’ un delta positivo superiore alla stima della riduzione degli infortuni per una minore attività produttiva”. Sacconi ha ricordato che sta partendo “la campagna di comunicazione” sulla sicurezza sul lavoro e il Governo “ha avviato il rapporto con le Regioni per la formazione perché informazione e formazione sono strumenti fondamentali per prevenire gli infortuni“. L’attività di controllo degli ispettori ministeriali “e’ stata migliorata, la priorità e’ il contrasto al lavoro senza regole. E’ opportuno realizzare un protocollo d’intesa con le Regioni sull’attività ispettiva”.

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