Le automobili e le vibrazioni
23 gen, 2010 | Di admin | Categoria: Tecnica- fonte: www.medicodellavoro.org del Dott. Cristiano Ravalli
La normativa (Decr. Leg.vo 81/08) fissa i limiti di vibrazioni a tutto corpo (scuotimenti) oltre i quali un lavoratore non può essere sottoposto (1,0 m/sec2 normalizzato alle 8 ore) e fissa anche il valore di azione (o,5 m/sec2 normalizzato alle 8 ore) cioè il valore oltre il quale scattano alcuni obblighi (informazione, formazione, sorveglianza sanitaria, ecc.) che rappresenta anche il limite oltre il quale è possibile vedere comparire, nel tempo, gli effetti sull’organismo. Gli effetti si concentrano sulla colonna vertebrale ed in particolare sul tratto dorsolombare aggravato anche, per quanto riguarda le vibrazioni emesse da mezzi guidati, dal mantenimento di una posizione fissa prolungata. Gli automezzi interessati sono camion, muletti, autobus, pullmann, ecc.
E l’ autovettura ? Personalmente ho sempre dato per scontato che il livello di vibrazioni emesse sia in ogni caso inferiore al valore di azione giornaliero non rappresentando quindi un rischio per la salute.La normativa non impone le misurazioni; afferma che le vibrazioni devono essere valutate. Attraverso apposite misurazioni oppure utilizzando la banca dati dell’ISPESL che ha provveduto a misurare le vibrazioni emesse da molteplici mezzi. Proprio scorrendo la banca dati mi sono reso conto che la mia scontata considerazione sulle autovetture non corrisponde alla realtà. Ad esempio la Fiat Punto ELX JTD, dopo le 3 ore di guida, supera il valore d’azione giornaliero; la Lancia YLS lo supera dopo 8 ore di guida e così la Fiat Panda 4×4 climbing. E’ anche vero che chi utilizza auto aziendali in genere dispone di mezzi di cilindrata medio-alta e di prestigio che emettono vibrazioni più basse.Tuttavia è stata una sorpresa! Così come la sorpresa riguarda l’ambulanza Fiat Iveco 2,8 id TD che già dopo un’ora di guida supera il valore di azione giornaliero o la Moto Guzzi 848 cc che lo supera dopo 2 ore.Insomma mai dare niente per scontato! Questo pone il problema non solo di sottoporre a sorveglianza sanitaria i soggetti che utilizzano per lavoro questi mezzi, nei tempi indicati ma anche nel riconoscimento del nesso di causa nell’eventuale denuncia di malattia professionale.Le conclusioni sono che, ove non siano presenti in banca dati i mezzi bisognerebbe effettuare proprio una misurazione diretta al fine di tutelare da una parte la salute del lavoratore e dall’altra l’azienda per eventuali posteriori denunce di malattie professionali.
Per consultare la banca dati ISPESL: http://www.ispesl.it/vibrationDatabase/lineeguida.asp
