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	<description>Il punto di riferimento dove discutere di sicurezza</description>
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		<title>PILLOLE DI SICUREZZA</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 09:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Celardo</dc:creator>
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Le news della settimana in rassegna stampa…il punto di aggregazione sulla Sicurezza
 
 
 
 
SICUREZZA ALIMENTARE: CONTINUANO IL MONITORAGGIO E I CONTROLLI DEL MINISTERO. Il ministero ha comunicato che “continua l’azione di monitoraggio e controllo negli stabilimenti di produzione ed in tutte le fasi di commercializzazione delle mozzarelle su tutto il territorio nazionale, da parte dei servizi veterinari delle ASL [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/pillole-di-sicurezza.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-657" title="pillole di sicurezza" src="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/pillole-di-sicurezza.jpg" alt="" width="295" height="237" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;">Le news della settimana in rassegna stampa…il punto di aggregazione sulla Sicurezza</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">SICUREZZA ALIMENTARE: CONTINUANO IL MONITORAGGIO E I CONTROLLI DEL MINISTERO.</span></strong> Il ministero ha comunicato che “continua l’azione di monitoraggio e controllo negli stabilimenti di produzione ed in tutte le fasi di commercializzazione delle mozzarelle su tutto il territorio nazionale, da parte dei servizi veterinari delle ASL , delle Regioni e province autonome di Trento e Bolzano, e dei NAS e degli Istituti zooprofilattici sperimentali.<br />
Il ministro ha inteso inviare “un particolare ringraziamento per la costante attività svolta a tutela del consumatore e delle produzioni italiane”. Il ministero della Salute ha  poi convocato un tavolo operativo con l’ Istituto Superiore di Sanità e gli Istituti Zooprofilattici  per fare una valutazione dei dati analitici ottenuti dai controlli effettuati e dei dati scientifici, attualmente disponibili. Sulla base dei risultati dell’incontro potranno essere formulate indicazioni operative indirizzate sia agli organi di controllo che alle Aziende di produzione. E’ stato previsto, inoltre, un incontro con le Associazioni di Categoria del settore lattiero caseario al fine di sensibilizzare gli operatori del settore alimentare a mantenere elevata la collaborazione con le autorità sanitarie e pianificare strategie comuni sul fronte igienico sanitario.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">SICUREZZA LAVORO: CONFARTIGIANATO CONTRO LE TARIFFE INAIL.</span> </strong>&#8220;I dati sulla riduzione degli infortuni sul lavoro confermano che è arrivato il momento di procedere alla riduzione delle tariffe dei premi Inail pagati dagli artigiani&#8221;. Lo dichiara il Segretario di Confartigianato Imprese &#8211; Stelvio Gauzzi &#8211; analizzando le rilevazioni dell&#8217;Inail diffuse nei giorni scorsi. &#8220;La sicurezza sul lavoro &#8211; sottolinea Gauzzi &#8211; è un valore fondamentale per gli imprenditori artigiani e per i loro dipendenti. Grazie anche alle iniziative della Confartigianato in tema di sicurezza, la gestione dell&#8217;artigianato presso l&#8217;Inail evidenzia, ormai da anni, un eneorme avanzo economico di Bilancio. Risorse che, però, non vengono utilizzate né per aumentare le prestazioni, né per ridurre il costo del lavoro, né per finanziare azioni e progetti volti ad accrescere la sicurezza sui luoghi di lavoro&#8221;. &#8220;Così &#8211; aggiunge Gauzzi &#8211; nonostante la diminuzione degli infortuni testimoniata dall&#8217;Inail e nonostante la situazione gestionale ampiamente positiva, i nostri imprenditori continuano ad avere il costo assicurativo più alto rispetto agli altri settori economici. Può ancora definirsi assicurazione quella dell&#8217;Inail che non riduce l&#8217;entità delle tariffe a fronte di un minor tasso di rischiosità?&#8221;. &#8220;Sollecitiamo &#8211; conclude il Segretario di Confartigianato Imprese Perugia &#8211; la rapida conclusione del confronto già avviato tra le parti sociali e l&#8217;Inail, con l&#8217;obiettivo di porre rimedio all&#8217;insopportabile divaricazione tra i premi versati dagli imprenditori all&#8217;Istituto e le prestazioni ricevute&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">CARCERE, IL LAVORO DENTRO E FUORI. IL PROGETTO E LE STORIE DEI DETENUTI.</span> </strong>Sassari &#8211; In carcere si lavora: a turno, con contratti a tempo determinato, ma si lavora. E anche in questo luogo così particolare valgono le norme di sicurezza esterne perché la posizione del carcere è assimilabile a quella di un qualsiasi datore di lavoro. Le leggi e gli standard di prevenzione vanno quindi conosciuti, i contratti anche. Per questo è stato realizzato nella casa circondariale un progetto destinato a detenuti in carcere e in semilibertà che un lavoro lo hanno trovato fuori dalle mura. Si chiama &#8220;<em>In sicurezza</em>&#8221; il percorso di formazione e informazione sui temi del lavoro e legalità, è stato realizzato con la collaborazione della direzione Provinciale del Lavoro, l’INAIL, l’ANCE-CPT-Scuola Edile del nord Sardegna. In tutto otto ore, divise in due giorni di corso, in cui i professionisti dell&#8217;Ispettorato del lavoro hanno spiegato i dettagli di un contratto e la prevenzione degli incidenti sul lavoro, <strong>fuori e dentro il carcere</strong>. Questa mattina all&#8217;interno del San Sebastiano sono stati illustrati i dettagli del progetto e tre detenuti &#8211; lavoratori in semilibertà hanno parlato dell&#8217;esperienza. A loro è stato consegnato <strong>un attestato di Prima formazione</strong>, spendibile anche nel mondo del lavoro. Parla la dottoressa Virginia Melis, la responsabile della prevenzione Inail che ha tenuto il corso: «Ho riscontrato un interesse particolare soprattutto per la differenza tra la malattia professionale e l&#8217;infortunio, ad esempio. Un&#8217;esperienza da ripetere, speriamo che sia solo l&#8217;inizio di un percorso che deve continuare».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">IN AGRICOLTURA IL 39% DELLE MORTI BIANCHE.</span> </strong>Il 39% delle morti bianche si verifica nel settore agricolo. Lo rileva l’Osservatorio sulla Sicurezza di Vega Engineering di Mestre, sottolineando che le nuove generazioni impiegate nella raccolta di frutta e ortaggi entreranno a stretto contatto con la natura ma anche con un mondo in cui si conta il maggior numero di vittime nei luoghi di lavoro. ”L’agricoltura e’ uno dei settori, insieme a quello del turismo, che offre le maggiori opportunita’ di lavoro estivo. Soprattutto per i giovani – spiega Mauro Rossato, presidente di Vega Engineering – E quest’anno i ragazzi tra i 18 e i 27 anni che lavoreranno nei campi, come stimato dalla Coldiretti, saranno ben 100 mila, per cui e’ indispensabile predisporre tutti gli strumenti di formazione e di informazione per i giovani sul fronte della sicurezza”. Gli incidenti mortali in agricoltura sono un’emergenza in Lombardia (16 su 42 decessi), Puglia (9 su 24), Sicilia (9 su 20), Calabria (6 su 12), Emilia Romagna (6 su 18), Toscana (4 su 11), Abruzzo (7 su 11) e Marche (4 su 10). Nell’ultimo semestre il 10% delle vittime sono giovani che non hanno compiuto i 30 anni. L’ ‘esercito’ piu’ numeroso di stagionali, per la Coldiretti, e’ in Puglia (18%); seguono Sicilia (13%), Calabria (12%), Campania (7%), Veneto (6%), Trentino e Lombardia (5%). Le regioni ai primi posti per le morti sul lavoro sono Lombardia (37), Veneto (23), Puglia (21) e Sicilia (19).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">SALUTE: MAXI SEQUESTRO DI CIBI SCADUTI NELLE STRUTTURE TURISTICHE ITALIANE.</span> </strong>Ammontano a oltre mille tonnellate gli alimenti sequestrati dai Carabinieri dei Nas tra il 20 giugno e il 20 luglio nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione &#8216;Cibo sicuro&#8217;, i cui risultati sono stati presentati questa mattina al ministero della Salute.In totale i militari hanno effettuato 3.300 ispezioni, nell&#8217;ambito delle quali sono state accertate 1.130 situazioni irregolari e segnalate 199 persone all&#8217;autorità giudiziaria e 940 a quella amministrativa. Il valore degli alimenti sottratti alla rete distributiva ammonta complessivamente ad oltre 3,5 milioni di euro. Come ha spiegato Demetrio Conti, comandante dei Nas di Milano, &#8220;il numero di alimenti sequestrati è imponente. Per farsi un&#8217;idea basti pensare che occuperebbero 20 vagoni ferroviari. Le verifiche hanno riguardato attività produttive e commerciali&#8221;. In particolare sono state rilevate &#8220;gravi irregolarità&#8221; in 84 strutture, tra supermercati, bar, ristoranti, pescherie, depositi e stabilimenti di lavorazione. Gli alimenti sequestrati sono stati di varia natura, come prodotti ittici, lattiero-caseari, carne, prodotto da forno e cereali e bibite. Le località ispezionate sono quelle della costiera garganica, amalfitana, romagnola e di Fiumicino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">DOPO LA MOZZARELLA BLU, ARRIVA LA RICOTTA ROSSA. LA SCOPERTA A OLBIA.</span> </strong>Dopo la mozzarella blu è il turno della ricotta rossa. E&#8217; l&#8217;amara scoperta che ha fatto una donna di Olbia che ha pensato bene di chiamare subito i Nas di Sassari. Il maresciallo dei Carabinieri Antonio Pinna ha spiegato che &#8220;la ricotta è stata acquistata dalla signora in un market di Olbia. Anche se non ancora scaduto il prodotto, una volta aperta la confezione, presentava un colore tra il rosa e il rosso tenue. Ecco perché abbiamo già provveduto a sequestrare in quel market tutte le confezioni di ricotta di quella stessa marca, tipo e lotto&#8221;. E mentre scattano le analisi sul prodotto, i nuclei del Nas stanno provvedendo a bloccare la ricotta incriminata in tutta Italia ed a controllare tutti i lotti dell’azienda produttrice, situata nel Nord Italia. “Siamo preoccupati  per le conseguenze che questi casi, ormai non più isolati, comporteranno  – afferma Angelo Pisani, Presidente dell’associazione NoiConsumatori -. Dopo lo scandalo delle mozzarelle blu, adesso la ricotta rossa: un altro allarme  proveniente sempre da un prodotto caseario. Di questo passo l&#8217;ennesimo scandalo, oltre a mettere a rischio la salute degli italiani,  farà esplodere l&#8217;emergenza alimentare, la psicosi di massa, ed i consumatori non acquisteranno più latticini. Ciò comporterà una grossa sfiducia nei consumi che si ripercuoterà sicuramente nel settore della produzione casearia e dei suoi derivati incidendo sulla nostra economia. Chiediamo maggiore tutela per i cittadini, maggiori garanzie sugli alimenti che acquistano e più informazioni sulla filiera di produzione, sulla provenienza delle materie prime e sulle modalità di lavorazione. Inoltre sono necessari costanti controlli sui tempi e le prassi di conservazione dei cibi nonché sulla qualità con cui questi vengono diffusi e venduti nei supermercati italiani. E&#8217; la seconda volta in poco più di un mese che sorge un rischio alimentare &#8211; continua Pisani -, evidentemente non ci sono monitoraggi  adeguati e costanti  sugli alimenti e sulle aziende. I produttori responsabili di questi fenomeni che colpiscono l’intero Paese devono essere puniti con sanzioni e pene esemplari perché hanno attentato alla salute pubblica! Che si restituiscano agli italiani la possibilità di fare la spesa in piena sicurezza e la consapevolezza di ciò che scelgono di acquistare”.</p>
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		<title>Coordinatore per l&#8217;esecuzione dei lavori, una figura centrale</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:35:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Celardo</dc:creator>
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Riportiamo il link ad un interessante articolo sulla figura del coordinatore per l&#8217;esecuzione dei lavori nei cantieri temporanei e mobili. Una sentenza della Cassazione.
 
 
 
Leggi su
 http://www.ipsoa.it/PrimoPiano/Lavoro/coordinatore_per_l_esecuzione_dei_lavori_una_figura_centrale_id997973_art.aspx
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/Legislazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-653" title="Legislazione" src="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/Legislazione.jpg" alt="" width="237" height="214" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Riportiamo il link ad un interessante articolo sulla figura del coordinatore per l&#8217;esecuzione dei lavori nei cantieri temporanei e mobili. Una sentenza della Cassazione.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Leggi su</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://www.ipsoa.it/PrimoPiano/Lavoro/coordinatore_per_l_esecuzione_dei_lavori_una_figura_centrale_id997973_art.aspx">http://www.ipsoa.it/PrimoPiano/Lavoro/coordinatore_per_l_esecuzione_dei_lavori_una_figura_centrale_id997973_art.aspx</a></p>
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		<title>HACCP: sicurezza e igiene degli alimenti</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 08:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Celardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Regione Emilia Romagna ha reso disponibile la guida “Sicurezza e igiene degli alimenti&#8221; con norme di comportamento e regole per la produzione, conservazione e sommnistrazione degli alimenti. 
Roma, 29 luglio 2010 – La sicurezza degli alimenti prodotti, commercializzati o somministrati non può prescindere dal rispetto di precise norme igieniche. Un cibo mal conservato, manipolato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>La Regione Emilia Romagna ha reso disponibile la guida “Sicurezza e igiene degli alimenti&#8221; con norme di comportamento e regole per la produzione, conservazione e sommnistrazione degli alimenti. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/sic-alimentare.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-646" title="sic alimentare" src="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/sic-alimentare.jpg" alt="" width="305" height="228" /></a>Roma, 29 luglio 2010 – La <strong>sicurezza degli alimenti</strong> prodotti, commercializzati o somministrati non può prescindere dal rispetto di precise norme igieniche. Un cibo mal conservato, manipolato in modo scorretto o esposto ad inquinamenti di vario tipo può infatti provocare seri danni a chi lo consuma.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per questo la <strong>Regione Emilia Romagna</strong> ha redatto la guida “<strong><a href="http://www.puntosicuro.info/documenti/documenti/100729_Emilia_Romagna_guida_sicurezza_alimenti.pdf">Sicurezza e igiene degli alimenti</a></strong>”, <a href="http://redirect.megaitaliamedia.it/redirect.asp?cpy=257" target="blank"></a>rivolta agli addetti alla preparazione ed alla vendita dei prodotti alimentari. La guida propone informazioni di carattere tecnico-scientifico e <strong>norme di comportamento</strong> che possono contribuire a <strong>rafforzare la prevenzione e la sicurezza</strong> per tutti i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">In aggiunta, ecco a voi il decalogo del “buon alimentarista e piccole regole e consigli su come evitare il rischio di malattie trasmesse da alimenti. </p>
<p style="text-align: justify;">DECALOGO DEL “BUON ALIMENTARISTA”:</p>
<p style="text-align: justify;">1)      Curare l’igiene della persona e del vestiario.</p>
<p style="text-align: justify;">2)      Lavarsi e disinfettarsi le mani spesso (dopo l’uso dei servizi igienici, dopo essersi soffiati il naso), usare sapone erogato da un distributore e asciugamani a perdere.</p>
<p style="text-align: justify;">3)      Astenersi dalla manipolazione dei cibi se si è affetti da raffreddore, mal di gola, da lesioni pustolose alle mani. In caso di necessità, proteggersi il naso e la bocca con mascherina e le mani con guanti a perdere.</p>
<p style="text-align: justify;">4)      Tenere i locali di lavoro, di deposito e di vendita in condizioni di perfetta e costante pulizia <a href="http://www.puntosicuro.it/italian/HACCP_la_sanificazione_nellindustria_alimentare-art-9569.php"></a>e ben aerati.</p>
<p style="text-align: justify;">5)      Lavare con soluzioni detergenti e disinfettanti i piani di lavoro, gli utensili, i macchinari, almeno alla fine di ogni turno di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">6)      Tenere i cibi a temperature inadatte alla moltiplicazione dei microbi.</p>
<p style="text-align: justify;">7)      Ricordare che gli alimenti più a rischio di provocare tossinfezioni sono: carni tritate, carni da consumare crude, minestre e pietanze a base di carne o in brodo di carne, pesci e frutti di mare, uova e cibi a base di uova, latte, latticini e cibi contenenti gli stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">8)      Proteggere gli alimenti mediante vetrinette, espositori, banchi, per impedire qualunque contaminazione anche da parte dei clienti.</p>
<p style="text-align: justify;">9)      Evitare di toccare i cibi con le mani, usando, invece, forchette, cucchiai, spatole, tovaglioli, carta ed altri oggetti idonei allo scopo.</p>
<p style="text-align: justify;">10)  Tenere lontano mosche, topi e insetti (rifiuti in contenitori chiusi, reticelle alle finestre).</p>
<p style="text-align: justify;">I CONSIGLI UTILI PER EVITARE IL RISCHIO DI MALATTIE TRASMESSE DA ALIMENTI:</p>
<p style="text-align: justify;">-         non preparare alimenti con troppo anticipo;</p>
<p style="text-align: justify;">-         preparare la quantità di alimenti nella misura necessaria;</p>
<p style="text-align: justify;">-         Evitare di usare avanzi di cibo nelle preparazioni;</p>
<p style="text-align: justify;">-         Cuocere adeguatamente i prodotti a base di carne, frutti di mare, pesce, uova;</p>
<p style="text-align: justify;">-         Non mantenere gli alimenti a temperatura ambiente;</p>
<p style="text-align: justify;">-         Raffreddare velocemente gli alimenti, prima di conservarli in frigorifero (a tal fine è particolarmente utile l’abbattitore di temperatura);</p>
<p style="text-align: justify;">-         Riscaldare gli alimenti ad una temperatura sufficientemente elevata da distruggere i germi patogeni;</p>
<p style="text-align: justify;">-         Mantenere gli alimenti caldi a temperatura superiore a 65°C;</p>
<p style="text-align: justify;">La Redazione</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Puntosicuro</p>
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		<title>Sicurezza sul lavoro, 9 mln per la formazione</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Celardo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[finanziamenti per la formazione aziendale]]></category>
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		<description><![CDATA[Stanziati 9 milioni di euro per la formazione dei lavoratori sul tema salute e sicurezza sul lavoro nell’ambito dell’iniziativa Fondimpresa. Agevolazioni anche per la gestione ambientale. 
Roma, 28 luglio 2010 – Per arginare il fenomeno degli infortuni lavoro-correlati c’è bisogno, oltre che di maggiori controlli, anche di formazione continua. È da questo presupposto che nasce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Stanziati 9 milioni di euro per la formazione dei lavoratori sul tema salute e sicurezza sul lavoro nell’ambito dell’iniziativa Fondimpresa. Agevolazioni anche per la gestione ambientale. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/formazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-641" title="formazione" src="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/formazione.jpg" alt="" width="305" height="228" /></a>Roma, 28 luglio 2010 – Per arginare il fenomeno degli infortuni lavoro-correlati c’è bisogno, oltre che di maggiori controlli, anche di <strong>formazione continua</strong>. È da questo presupposto che nasce l’iniziativa congiunta di <strong>Confindustria, Cgil, Cisl, e Uil </strong>che prevede finanziamenti per le aziende per la formazione dei propri dipendenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il plafond complessivo è di <strong>9 milioni di euro</strong> ed è stato stanziato nell&#8217;ambito dell&#8217;iniziativa <strong>Fondimpresa</strong>, il Fondo interprofessionale per la formazione continua. Tutte le imprese, se già iscritte a Fondimpresa, potranno presentare la <strong>richiesta di finanziamento per la realizzazione di piani formativi</strong> attraverso domande singole oppure in associazione temporanea, oppure in consorzio per un numero massimo di cinque piani formativi. La data di <strong>scadenza</strong> per la presentazione delle domande è il <strong>15 ottobre 2010</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I finanziamenti verranno erogati con un <strong>anticipo fino al 70% del costo complessivo</strong>, mentre il saldo perverrà all&#8217;impresa entro 60 giorni dall&#8217;approvazione della rendicontazione finale. Tra le voci di costo posso essere inserite quelle relative al corrispettivo dei docenti e dei coordinatori didattici, compresi relativi viaggi e trasferte, e tutte quelle spese connesse alle attività preparatorie di accompagnamento. Inoltre possono essere coperti i partecipanti alla formazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla tematica strettamente connessa alla salute e sicurezza sul lavoro, sono ammesse le richieste di finanziamento per le tematiche relative alla <strong>gestione ambientale e sicurezza</strong> e ai <strong>sistemi di gestione integrati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La Redazione</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ispezioni: in oltre 1700 ispezioni 3.636 prescrizioni e 59 sequestri</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 09:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Celardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Comando dei Carabinieri per la tutela del lavoro da il via alle ispezioni su tutto il territorio nazionale per valutare la situazione nel primo semestre del 2010. Il trend sembra essere sempre uguale. Ispezioni anche nelle varie province del Lazio.
Roma, 27 luglio 2010 – Oltre 1.700 ispezioni, decine di cantieri sotto sequestro, più di undicimila [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Il Comando dei Carabinieri per la tutela del lavoro da il via alle ispezioni su tutto il territorio nazionale per valutare la situazione nel primo semestre del 2010. Il trend sembra essere sempre uguale. Ispezioni anche nelle varie province del Lazio.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/carabinieri_cantieri05.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-636" title="carabinieri_cantieri05" src="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/carabinieri_cantieri05.jpg" alt="" width="308" height="289" /></a>Roma, 27 luglio 2010 – Oltre 1.700 ispezioni, decine di cantieri sotto sequestro, più di undicimila ammende. Sono i risultati dell’attività di vigilanza del Comando dei Carabinieri nel primo semestre del 2010 sul territorio nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico sono state effettuate <strong>1.758 ispezioni in aziende edili, agricole ed industriali</strong>. In queste sono state impartite <strong>3.636 prescrizioni</strong>, ovvero violazioni alla normatia, e <strong>59 sequestri</strong> di cantieri, sempre per importanti violazioni in materia dei salute e sicurezza sul lavoro. Sono <strong>11.387</strong>, invece, le <strong>ammende contestate</strong>, per un importo totale di 6.641.557,72 euro. Per quanto riguarda gli infortuni, sono <strong>251 le inchieste</strong> delegate all’attività giudiziaria. Di queste 163 per l’edilizia, 18 per l&#8217;agricoltura, 39 per l&#8217;industria e 31 per il commercio e servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il comandante nazionale dei carabinieri per la tutela del lavoro Luciano Annichiarico non ci sono differenze rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente: &#8220;<strong>Il trend e&#8217; sempre uguale</strong> anche se c’è un <strong>miglioramento da parte del datore di lavoro al rispetto della normativa </strong>in materia di sicurezza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ispezioni a tappeto anche <strong>nel territorio laziale</strong>. Nei primi sei mesi del 2010, i Carabinieri del comando tutela del lavoro hanno effettuato <strong>70 ispezioni</strong>, con conseguenti <strong>113 prescrizioni</strong>, <strong>1.466 ammende per un importo di 891.397 euro</strong>, <strong>197 violazioni contestate</strong>, la maggior parte (45) per il mancato rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Abbiamo fatto un numero minore di ispezioni rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente però le violazioni rilevate sono aumentate – spiega Aniello Speranza, comandante del gruppo Carabinieri per la tutela del Lavoro di Roma. – Nonostante questo, <strong>è aumentata la qualità dell&#8217;attività lavorativa nei cantieri</strong>, le violazioni non sono così gravi come quelle accertate nel periodo precedente e negli anni precedenti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non ci sono differenze tra le imprese italiane e quelle straniere</strong>. &#8220;Ci sono imprese straniere che sono messe in regola e molto preparate – continua il tenente colonnello Speranza – e al contrario ci sono anche imprese italiane che, come altre straniere, lasciano molto a desiderare&#8221;. Stessa situazione tra le varie province della Regione: i numeri sono maggiori per la provincia di Roma ma come percentuale, se andiamo a rapportare i cantieri e le imprese tra le varie province, siamo allo stesso livello.</p>
<p style="text-align: justify;">La Redazione</p>
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		<title>Infortuni lavoro: anche nei trasporti calo dovuto alla crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 09:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Celardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Calano le denunce di infortunio all’Inail nell’anno 2009 e il settore dei trasporti è investito da una flessione a ribasso del 10,4%. La colpa è della crisi economica. 
Roma, 26 luglio 2010 – Infortuni sul lavoro in calo del 9,7%, circa 85 mila in meno rispetto al 2008. I casi mortali sono stati 1.050 (70 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Calano le denunce di infortunio all’Inail nell’anno 2009 e il settore dei trasporti è investito da una flessione a ribasso del 10,4%. La colpa è della crisi economica. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/autostrada.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-632" title="autostrada" src="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/autostrada.jpg" alt="" width="303" height="303" /></a>Roma, 26 luglio 2010 – <strong>Infortuni sul lavoro in calo</strong> del 9,7%, circa 85 mila in meno rispetto al 2008. I casi mortali sono stati 1.050 (70 decessi in meno), per una flessione del 6,3%. Nello specifico, sono in calo anche gli <strong>incidenti in itinere</strong> con un -2,7% e gli infortuni che riguardano i <strong>lavoratori che operano in strada</strong>, <strong>-10,4%.</strong> E’ quanto emerso dalla <a href="http://www.dlgs81online.it/nel-2009-infortuni-sul-lavoro-in-calo-del-10/">rilevazione INAIL </a>del 30 aprile 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati mostrano come la <strong>crisi economica</strong> che attraversa tutto il nostro paese investe pesantemente anche il trasporto delle merci su strada e questo non può che essere la causa prevalente della flessione riscontrata dalle statistiche dell’INAIL sugli infortuni a lavoratori che operano sulla strada. Meno incidenti quindi ma perché c’è <strong>meno lavoro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il settore dei professionisti che operano in strada è molto delicato e merita attenzione da parte dell’Inail (come ha fatto e sta facendo) e si auspica che l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro e il Ministero del lavoro promuovano al più presto un <strong>confronto serrato anche con le organizzazioni dei lavoratori</strong>, finalizzato ad analisi di maggior dettaglio dei più rilevanti <strong>fattori di rischio</strong> che determinano gran parte delle tragedie che colpiscono i lavoratori che svolgono la propria attività sulle strade.</p>
<p style="text-align: justify;">Si ricorda che è ancora in stand-by il decreto che prevede l’emanazione di un regolamento specifico a <strong>salvaguardia dei lavoratori che operano in presenza di traffico veicolare</strong> e che nessuna iniziativa è stata fino ad oggi avviata da parte dei Ministeri competenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La Redazione</p>
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		<title>PILLOLE DI SICUREZZA</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 08:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Celardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Pillole di sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[D.Lgs 81/08]]></category>
		<category><![CDATA[salute e sicurezza sul lavoro]]></category>

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Le news della settimana in rassegna stampa…il punto di aggregazione sulla Sicurezza
 
 
 
 
MORTI BIANCHE IN AUMENTO DEL 400% IN PROVINCIA DI LATINA. Latina – Morti bianche aumentate nel settore edile del 400% in due anni in provincia di Latina. E’ il dato presentato questa mattina dal Comitato paritetico territoriale di Latina in una conferenza sugli infortuni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/attachment_img.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-626" title="attachment_img" src="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/attachment_img.jpg" alt="" width="307" height="202" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Le news della settimana in rassegna stampa…il punto di aggregazione sulla Sicurezza</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;"> </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">MORTI BIANCHE IN AUMENTO DEL 400% IN PROVINCIA DI LATINA.</span></strong> Latina – <strong>Morti bianche aumentate nel settore edile del 400% in due anni in provincia di Latina</strong>. E’ il dato presentato questa mattina dal Comitato paritetico territoriale di Latina in una conferenza sugli infortuni mortali nel settore edile ed sul lavoro svolto nell’ultimo triennio dai responsabili dei lavoratori per la sicurezza territoriale (Rslt). I responsabili dei sindacati hanno tracciato il bilancio poco lusinghiero per il settore: <strong>alla data dell’11 giugno erano quattro, contro i 5 registrati nel 2009 e contro un solo incidente con esito mortale nel 2008</strong>. Nell’occasione è stata presentata anche l’attività di prevenzione condotta dagli Rslt, che si occupano dell’accesso ai cantieri e della consulenza alle aziende per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro. <strong>Tra il 2007 ed il 2009 sono stati visitati 316 cantieri, rilevando 731 operai, 27 tecnici, 19 dirigenti, 57 responsabili dei lavoratori per la sicurezza, 53 addetti al primo soccorso, 51 addetti antincendio</strong>. Le maggiori inosservanze hanno riguardato la mancanza di parapetti nella parte finale dei ponteggi e nei solai, la mancanza di castelli esterni ai ponteggi per lo scarico di materiale da gru e l’eccessiva presenza sui solai di tavole con chiodi sporgenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">SICUREZZA SUL LAVORO, DE SIMONE: “E’ ORA DI RIDURRE LE TARIFFE INAIL PAGATE DAGLI ARTIGIANI”.</span></strong> Viterbo – “I dati sulla riduzione degli infortuni sul lavoro confermano che è arrivato il momento di procedere alla <strong>riduzione delle tariffe dei premi Inail pagati dagli artigiani</strong>”. Lo dichiara l&#8217;ufficio studi di Confartigianato commentando le rilevazioni dell’Inail diffuse ieri. “La sicurezza sul lavoro – sottolinea il segretario provinciale Andrea De Simone (foto) &#8211; è un valore fondamentale per gli <strong>imprenditori artigiani</strong> e per i loro dipendenti. Proprio grazie alle iniziative di Confartigianato sia a livello nazionale che locale in tema di sicurezza la Gestione dell’artigianato presso l’Inail evidenzia, ormai da anni, <strong>un avanzo economico che sfiora 1 miliardo di euro</strong>. Risorse che, però, non vengono utilizzate né per aumentare le prestazioni, né per ridurre il costo del lavoro, né per finanziare azioni e progetti volti ad accrescere la sicurezza sui luoghi di lavoro”. “Così &#8211; aggiunge De Simone &#8211; nonostante la diminuzione degli infortuni testimoniata dall’Inail e nonostante la situazione gestionale ampiamente positiva, <strong>i nostri imprenditori continuano ad avere il costo assicurativo più alto rispetto agli altri settori economici.</strong> Può ancora definirsi assicurazione quella dell’Inail che non riduce l’entità delle tariffe a fronte di un minor tasso di rischiosità?”. “Sollecitiamo quindi la rapida conclusione del confronto già avviato tra le parti sociali e l’Inail, con l’obiettivo di porre rimedio all’insopportabile divaricazione tra i premi versati dagli imprenditori all’Istituto e le prestazioni ricevute”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>FORMAZIONE ON-LINE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO: FORMULA VINCENTE.</strong> </span>La <strong>formazione</strong> ha assunto nel corso degli ultimi anni un ruolo strategico per le aziende pubbliche e private. Le nuove tecnologie informatiche e l’accesso a <strong>internet</strong> hanno ampliato il campo d’applicazione delle piattaforme didattiche, consentendo una maggiore fruibilità della formazione e un’articolazione adeguata rispetto alle diverse esigenze. L’ambito della sicurezza del lavoro rappresenta un settore chiave per la formazione, sia per gli <strong>obblighi imposti dalla normativa</strong>, sia per l’impatto sulla salute dei lavoratori. A fornire un quadro dettagliato sul ruolo della <strong>formazione on-line</strong> in merito alla sicurezza è Ronaldo Morelli, Presidente dell’ANFOS (Associazione Nazionale Formatori della Sicurezza sul Lavoro), che delinea il percorso istituzionale insieme ai vantaggi di questo metodo innovativo. L’iter normativo inizia nel 2000 con un progetto ambizioso della Comunità europea che aveva come obiettivo quello di fare dell’Unione entro il 2010 “l’economia più competitiva del mondo”. Con questo progetto venivano poste le basi affinché gli stati membri accelerassero il processo di <strong>alfabetizzazione tecnologica</strong>. Nel 2001 vengono invece programmate le modalità per un piano di formazione e-learning. Il programma d’azione 2007-2013 rappresenta il passaggio cruciale per la formazione a distanza, perchè viene inserita una sezione speciale sulle nuove tecnologie e la possibilità di ottenere l’interattività con i campus pedagogici. L’approccio alla formazione multimediale passa da un modello positivista ad un modello costruttivista, che mette mette al centro il discente che deve imparare e non l’offerta formativa: i soggetti devono sentirsi parte attiva del processo di apprendimento. L’applicazione della formazione a distanza nel campo della sicurezza del lavoro è iniziata in Italia nel 2006. I dati dell’Osservatorio e-learning realizzato con Aitech Assiform e Cnipa, centro nazionale per l’informatica, evidenziano una lenta e costante crescita della formazione a distanza. Cresce inoltre la domanda di esperti sulla sicurezza da parte delle aziende italiane. Le ultime stime rilevano un calo degli infortuni sul lavoro, il fenomeno è in parte dovuto anche alla crisi economica. La normativa recente (D.lgs 81/2008) affida alla formazione un ruolo di rilievo che la modalità e-learning potrà rendere più fruibile, soprattutto da parte dei lavoratori stranieri che al momento rappresentano l’anello debole del sistema.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">VENETO: NEL 2009 FORTE CALO DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO.</span></strong> Segnali positivi dal fronte della lotta per la <strong>sicurezza nel lavoro in Veneto</strong>. Gli sforzi congiunti di sindacato e imprese e la straordinaria mobilitazione ed attenzione che i media hanno dato alle morti sul lavoro nel corso del 2008 sembra stiano dando i primi utili frutti. Così dicono i dati dell’Inail presentati, nel corso di una conferenza stampa nei giorni scorsi. <strong>Il calo degli infortuni sul lavoro registrato a livello nazionale rispetto al 2008 è del 10,7%</strong>, considerando l’ambiente ordinario di lavoro (da 724.570 a 646.695 casi), più modesto ( da 51.357 a 50.168, pari al -2,3%) per quelli avvenuti nella circolazione stradate (occorsi cioè a lavoratori che operano normalmente in questo contesto: autotrasportatori merci/persone, commessi viaggiatori, addetti alla manutenzione stradale, ecc.) e così è anche per gli infortuni in itinere (casa-lavoro) che registrano un <strong>- 6,1%</strong> ( da 99.217 a 93.137). L’industria manifatturiera segna addirittura un &#8211; 24,1 %. Molto più consistente il calo registrato in Veneto, come nelle altre aree industriali del Paese ed in particolare del Nord. Con una <strong>riduzione</strong> degli infortuni (tutti, compresi quelli in itinere) <strong>nel 2009 del 14,2 %</strong> rispetto all’anno prima (in valori assoluti ben 15 mila in meno: da 104.174 a 89.403) la regione Veneto guida la classifica delle variazioni con segno meno, seguita da Friuli, Marche, Emilia Romagna. Positivi anche i dati sui casi mortali. In tutta Italia, tra il 2008 ed il 2009, si sono avuti 70 morti sul lavoro in meno (1.120 casi nel 2008, 1.050 nel 2009, pari al -6,3%). In Veneto si è passati dai 112 morti sul lavoro del 2008 ai 75 del 2009, quindi 37 casi in meno: un terzo esatto. Nel conteggio sono considerati però anche i casi mortali accaduti nel percorso casa-lavoro che, della dimensione nazionale sono circa il <strong>25% del totale</strong> (291 nel 2008 e 283 nel 2009: un calo quasi inesistente). Alcuni commentatori ascrivono alla calo dell’occupazione e al ricorso alla Cig e quindi al minor numero di ore lavorate questo significativo miglioramento della situazione sotto il profilo della sicurezza. Ipotesi che però contrasta con altri osservatori che ipotizzavano una recrudescenza degli infortuni sul lavoro determinata da un peggioramento delle condizioni di lavoro causate dalla crisi economica in atto. A completare il quadro delle dinamiche in corso su questo aspetto del lavoro i dati, presentati recentemente in un convegno del sindacato veneziano, relativi agli infortuni mortali nei primi 5 mesi del 2010 (fonte Vega Engineering): <strong>192 casi in Italia di cui 19 in Veneto,</strong> considerando anche nel triste elenco, i lavoratori autonomi: coltivatori diretti ed artigiani. Un dato parziale che però fa ben sperare in un ulteriore miglioramento della sicurezza del lavoro nel 2010. </p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">INCIDENTI LAVORO: FP LOMBARDIA, AUMENTANO IN SANITÀ.</span></strong> “Apprendiamo con sconforto e con rabbia la notizia dell’ennesima morte sul lavoro &#8211; ieri è stata una giornata particolarmente drammatica per il nostro paese, con sette morti bianche &#8211; di un giovane <strong>tecnico di radiofarmacia</strong> che prestava la sua opera presso l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Ancora una volta dobbiamo assistere alla disperazione di una famiglia, cui esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà”. A dirlo in una nota è la Funzione pubblica Cgil di Milano e della Lombardia. “In attesa che sia più chiara la dinamica dell’incidente &#8211; affermano i segretari regionali Marzia Oggiano e Florindo Oliverio &#8211; vogliamo ribadire con forza, così come abbiamo fatto nel corso dell’assemblea dei lavoratori dell’Ieo svoltasi oggi pomeriggio, che non si può mollare di un solo punto, non bisogna mai distrarsi <strong>dall’impegno di sensibilizzazione e di controllo sull’applicazione delle norme per la sicurezza sul lavoro</strong>”. “Purtroppo &#8211; prosegue la nota &#8211; i dati ci dicono che nella sanità, pubblica e privata, gli infortuni sul lavoro, pur senza avere sempre esiti così tragici, negli ultimi cinque anni hanno registrato un incremento; essi sono anche il frutto di una progressiva riduzione dei presidi e del <strong>personale preposto ai controlli e alla verifica della piena osservanza delle leggi.</strong> Chiediamo a tutte le istituzioni di non permettere che, ancora una volta, esaurito il momento delle manifestazioni di lutto, tutto torni come prima, come se niente fosse, fino alla prossima vittima”. La Fp chiede alla Regione “di affrettarsi a rendere operative le disposizioni contenute nel nuovo <strong>Piano Socio-Sanitario</strong>, e di definire con chiarezza competenze, ambiti di intervento e, soprattutto, di non tagliare ulteriormente le risorse destinate alla prevenzione e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dopo la pausa estiva &#8211; conclude la nota &#8211; organizzeremo un’iniziativa per fare il punto sull’applicazione delle normative sulla sicurezza in tutti i presidi socio-sanitari di Milano e Lombardia, e daremo vita a un osservatorio permanente sugli infortuni e le malattie professionali”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">LAVORO: SACCONI, SU SICUREZZA NON SIAMO IL PEGGIOR PAESE AL MONDO.</span></strong> Roma &#8211; &#8220;Non siamo il peggior Paese al mondo&#8221; sulla <strong>sicurezza sul lavoro</strong>. Lo dice il ministro del Lavoro, <strong>Maurizio Sacconi</strong>, commentando i dati Inail sul calo degli infortuni e delle morti sul lavoro. &#8220;Nel complesso &#8211; spiega &#8211; il rapporto Inail ci dice che fortunatamente andiamo nella giusta direzione anche se non ci accontentiamo. I dati fanno giustizia sulle polemiche esasperate che non hanno fondamento&#8221;. <strong>Il calo degli infortuni e delle morti sul lavoro sono &#8220;in parte&#8221; influenzate dal calo della produzione legato alla crisi</strong>, ha spiegato Sacconi, ma &#8220;c&#8217;e&#8217; un delta positivo superiore alla stima della riduzione degli infortuni per una minore attività produttiva&#8221;. Sacconi ha ricordato che sta partendo &#8220;la campagna di comunicazione&#8221; sulla sicurezza sul lavoro e il Governo &#8220;ha avviato il rapporto con le Regioni per la formazione perché <strong>informazione e formazione sono strumenti fondamentali per prevenire gli infortuni</strong>&#8220;. L&#8217;attività di controllo degli ispettori ministeriali &#8220;e&#8217; stata migliorata, la priorità e&#8217; il contrasto al lavoro senza regole. E&#8217; opportuno realizzare un protocollo d&#8217;intesa con le Regioni sull&#8217;attività ispettiva&#8221;.</p>
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		<title>Stress sul lavoro: la valutazione slitta a fine anno</title>
		<link>http://www.dlgs81online.it/stress-sul-lavoro-la-valutazione-slitta-a-fine-anno/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 08:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Celardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è tempo fino al 31 dicembre per la valutazione del rischio stress, sia per il settore pubblico che per quello privato. Intanto si attendono le direttive della Commissione Lavoro che ha sospeso l’attività in attesa degli accertamenti ministeriali in materia.
Roma, 22 luglio 2010 – C&#8217;è tempo fino al 31 dicembre per effettuare la rilevazione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>C’è tempo fino al 31 dicembre per la valutazione del rischio stress, sia per il settore pubblico che per quello privato. Intanto si attendono le direttive della Commissione Lavoro che ha sospeso l’attività in attesa degli accertamenti ministeriali in materia.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/stress.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-619" title="stress" src="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/stress.gif" alt="" width="279" height="304" /></a>Roma, 22 luglio 2010 – C&#8217;è tempo fino al <strong>31 dicembre</strong> per effettuare la rilevazione e la valutazione del <strong>rischio <a href="http://www.dlgs81online.it/allarme-stress-ne-soffre-un-italiano-su-quattro/">stress lavoro-correlato</a></strong>, sia per i datori di lavoro pubblico che per quelli del settore privato. A far slittare la scadenza, l’<a href="http://www.dlgs81online.it/fiducia-del-senato-al-maxiemendamento-peggiora-la-sicurezza/">approvazione in Senato</a> di qualche giorno fa dell’emendamento introdotto all’articolo 8 comma 12 del Dl 78/2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Una decisione questa che ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli operatori del settore, non poco preoccupati per la complessità della questione e per la <strong>mancanza di direttive da parte della commissione consultiva</strong> permanente per la salute e sicurezza sul lavoro . Commissione che, stando a quanto sancito dall’articolo 28 comma 1-bis del D.Lgs 81/08, dovrebbe elaborare le indicazioni operative per effettuare la valutazione dello stress. </p>
<p style="text-align: justify;">Ma i lavori sono bloccati. Il comitato, appositamente istituito all&#8217;interno della commissione per l&#8217;approfondimento del tema ha temporaneamente <strong>sospeso l&#8217;attività</strong>. Il ministero del Lavoro ha, infatti, espresso la necessità di approfondire la materia, a causa soprattutto delle <strong>discordanze fra la bozza del documento predisposta su richiesta del comitato e le richieste di modifica avanzate dalle regioni e dall&#8217;Ispesl</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa delle indicazioni della commissione, i datori di lavoro avrebbero dovuto organizzarsi in proprio, sia avvalendosi di professionalità adeguate, sia utilizzando le guide e i documenti elaborati da diversi enti, pubblici e privati, fra cui l&#8217;Ispesl, la Regione Lombardia, Confindustria, l&#8217;Ordine degli psicologi dell&#8217;Emilia-Romagna e altri.</p>
<p style="text-align: justify;">La Redazione</p>
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		<title>Nel 2009 infortuni sul lavoro in calo del 10%</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 11:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Celardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I dati presentati ieri a Roma dal presidente dell&#8217;INAIL, Marco Fabio Sartori. Le denunce complessive sono 790mila: 85mila in meno rispetto al 2008. I casi mortali sono stati 1.050, per una flessione del 6,3%. L&#8217;andamento è  in parte dovuto alla crisi economica che ha ridotto, però, solo nella misura del 3% l&#8217;esposizione al rischio.
Roma, 21 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>I dati presentati ieri a Roma dal presidente dell&#8217;INAIL, Marco Fabio Sartori. Le denunce complessive sono 790mila: 85mila in meno rispetto al 2008. I casi mortali sono stati 1.050, per una flessione del 6,3%. L&#8217;andamento è  in parte dovuto alla crisi economica che ha ridotto, però, solo nella misura del 3% l&#8217;esposizione al rischio.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/sacconi_APERTURA-400x300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-614" title="sacconi_APERTURA--400x300" src="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/sacconi_APERTURA-400x300.jpg" alt="" width="308" height="231" /></a>Roma, 21 luglio 2010 -  Sono <strong>790.000 gli infortuni</strong> sul lavoro avvenuti nel 2009, per un <strong>calo del 9,7%</strong> rispetto al 2008 (85mila in meno). <strong>I casi mortali sono stati 1.050, per una flessione del 6,3%</strong> (70 decessi in meno). Questi, in estrema sintesi, i numeri più significativi che si ricavano dal bilancio delle denunce pervenute all&#8217;INAIL alla data di rilevazione ufficiale del 30 aprile 2010.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Calano infortuni e morti sul lavoro: è la flessione più alta dal 1993. </strong>Aspetto particolarmente significativo: la riduzione maggiore ha riguardato gli infortuni in occasione di lavoro &#8211; quelli effettivamente verificatisi durante lo svolgimento delle attività lavorative &#8211; per i quali <strong>il numero delle denunce si è ridotto del 10,2%,</strong> a fronte di un <strong>calo del 6,1% degli infortuni in itinere</strong> (avvenuti durante il tragitto casa/lavoro e viceversa).</p>
<p style="text-align: justify;">Analoga &#8211; anche se in misura meno sostenuta &#8211; la <strong>flessione dei casi mortali</strong>: quelli in occasione di lavoro sono passati dagli 829 del 2008 ai <strong>767 del 2009</strong> (-7,5%), mentre i decessi in itinere sono scesi da 291 a 283 (-2,7%). Sempre nell&#8217;ambito degli infortuni mortali in occasione di lavoro, di particolare importanza è il numero di quelli occorsi sulla strada a lavoratori che operano in questo specifico ambito (autotrasportatori di merci o di persone, rappresentanti di commercio, addetti alla manutenzione stradale, ecc.), scesi comunque dai 338 casi del 2008 ai <strong>303 del 2009 </strong>(-10,4%).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;E&#8217; dal 1993 &#8211; quando vi fu un calo dell&#8217;11,7% degli incidenti rispetto al 1992 &#8211; che nell&#8217;andamento complessivo degli infortuni non si registrava una flessione di questo livello&#8221; afferma Marco Sartori, Presidente dell&#8217;INAIL. &#8220;Nel 2008, anno pure molto positivo, la riduzione si era attestata invece intorno al 4,1%. In questo contesto, di per sé significativo, è importante sottolineare come parte sensibile della riduzione abbia riguardato gli infortuni relativi all&#8217;effettivo svolgimento dell&#8217;attività lavorativa: 79.064 casi in meno è un numero davvero rilevante&#8221;. Per quanto riguarda, invece, &#8220;la diminuzione più contenuta dei casi mortali, diminuzione pure rilevante&#8221;, ricorda Sartori, &#8220;è un ambito dove il margine di contenimento di per sé è minore, trattandosi di cifre già sensibilmente ridotte nel corso di questi ultimi anni: basti pensare che, nel 2001, i decessi erano stati 1.546&#8243;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La crisi economica riduce del 3% il tempo di esposizione al rischio. </strong>Il 2009 è stato un anno fortemente condizionato dalla grave crisi economica internazionale che ha interessato il nostro Paese già a partire dalla seconda metà del 2008 e poi si è protratta e acutizzata nel corso dei mesi successivi. Tutto ciò si è tradotto non solo in un calo del numero di occupati (secondo l&#8217;Istat pari al -1,6%), ma anche in una riduzione nella quantità di lavoro a seguito di interventi operati dalle aziende: dai <strong>tagli di straordinario e di lavoro temporaneo al ricorso alla cassa integrazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Complessivamente &#8211; sulla base di elaborazioni effettuate da una parte sui dati Istat in relazione agli occupati e alle ore lavorate pro-capite e, dall&#8217;altra, sulle informazioni dell&#8217;INAIL rilevate dagli archivi DNA (Denuncia nominativa assicurati) &#8211; è possibile stimare che il tempo di lavoro e, quindi, di esposizione al rischio di infortuni abbia subito una contrazione media generale di circa il 3%, con una forte variabilità a livello territoriale, settoriale e di dimensione aziendale. Una percentuale che fa ragionevolmente ritenere che la riduzione reale degli infortuni sul lavoro, calcolata in termini di incidenza &#8211; depurata cioè della componente <strong>&#8220;perdita di lavoro&#8221;</strong> &#8211; si possa stimare <strong>pari a -7% per gli infortuni in generale e a -3,4% per quelli mortali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;effetto della crisi in termini di riduzione degli infortuni sul lavoro di sicuro c&#8217;è stato, ma ha riguardato solo una componente minoritaria del fenomeno&#8221;, valuta Sartori. &#8220;Le riduzioni più significative in termini numerici sono, invece, da attribuire all&#8217;effettivo miglioramento dei livelli di sicurezza in atto ormai da molti anni nel nostro Paese e vanno interpretate, pertanto, come il risultato delle politiche messe in atto da governi, parti sociali &#8211; aziende e sindacati &#8211; e da tutti i soggetti che agiscono in materia di prevenzione, a partire certo dall&#8217;INAIL. Si tratta, del resto, di un dato in linea con un trend storico consolidato: se analizziamo, infatti, l&#8217;andamento infortunistico dal 2002 al 2009 vediamo come gli incidenti complessivi siano diminuiti del 20,4% e i casi mortali del 29%&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Meno incidenti per gli uomini e nelle aree industriali del Paese. </strong>Un&#8217;analisi dell&#8217;andamento infortunistico del 2009 condotta in ottica di genere evidenzia come la flessione degli incidenti non sia stata uniforme, ma <strong>molto più accentuata per gli uomini (-12,6%) rispetto alle donne (-2,5%)</strong>. Diversa, invece, la situazione relativa ai casi mortali, con una riduzione del 14% per la componente femminile (74 lavoratrici decedute rispetto alle 86 del 2008), a fronte del 5,6% relativo agli uomini (dai 1.034 morti del 2008 ai 976 del 2009). Va evidenziato, tuttavia, che per le donne il 60% delle morti si è verificato in itinere.</p>
<p style="text-align: justify;">A livello settoriale <strong>la diminuzione degli infortuni sul lavoro è stata molto più sostenuta nell&#8217;Industria (-18,8%) che nei Servizi (-3,4%) o nell&#8217;Agricoltura (-1,4%).</strong> Il calo più significativo si registra nel comparto <strong>manifatturiero (-24,1%) e nelle Costruzioni (-16,2%),</strong> mentre per quanto riguarda i Servizi, apprezzabili riduzioni si registrano nei<strong> Trasporti (-12,5%) e nel Commercio (-9,1%).</strong> Per i casi mortali il 2009 segna una riduzione sensibile <strong>nell&#8217;Industria (-7,9%) e nei Servizi (-6%),</strong> mentre in Agricoltura si registra una sostanziale stabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;analisi territoriale, ancora, mostra che la riduzione degli infortuni ha riguardato tutte le grandi aree geografiche, con maggiore accentuazione nel <strong>Nord-Est (-12,8%) e nel Nord-Ovest (-9,3%).</strong> Cali più moderati si rilevano, invece, al <strong>Centro (-8,2%) e nel Mezzogiorno (-6,8%).</strong> Per quanto riguarda i casi mortali, questi sono diminuiti in particolar modo nel <strong>Nord-Est (62 decessi in meno, pari al -21,9%) e nel Nord-Ovest (-6,2%).</strong> Molto più contenuto il calo nel <strong>Mezzogiorno (-1,7%).</strong> In controtendenza il <strong>Centro</strong>, che registra un aumento del<strong> 7,9% degli eventi mortali</strong> dovuto principalmente ad un incremento dei decessi nel Lazio.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;In generale, il calo degli incidenti presenta connotazioni riferibili prevalentemente alle attività industriali &#8211; quelle che più delle altre hanno risentito della crisi &#8211; interessando maggiormente le aree del Nord industrializzato e i lavoratori maschi che, dell&#8217;Industria, rappresentano la componente lavorativa preponderante&#8221;, osserva Sartori. &#8220;Non è casuale, quindi, che il 60% degli infortuni si sia concentrato nelle aree del Nord a maggiore <strong>densità produttiva</strong> e il crollo degli infortuni in comparti come l&#8217;industria manifatturiera e le costruzioni, più di altri colpiti dalla <strong>crisi economica</strong> e con un calo occupazionale quasi triplo rispetto a quello medio generale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Stranieri: per la prima volta incidenti in flessione. </strong>Il 2009 ha registrato, per la prima volta, un decremento degli infortuni dei lavoratori stranieri, dagli oltre 143mila casi del 2008 ai <strong>119mila del 2009</strong>, per un <strong>calo del 17%.</strong> Anche in questo caso la flessione ha riguardato prevalentemente la componente maschile (-20,3%), rispetto a quella femminile (-4,9%). I <strong>casi mortali sono diminuiti di 39 unità passando da 189 a 150</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il calo si è verificato maggiormente nell&#8217;Industria, in particolare nei settori del manifatturiero notoriamente ad alta presenza di lavoratori stranieri, nei quali &#8211; come già detto &#8211; la crisi produttiva e occupazionale è stata più acuta. Rumeni, marocchini e albanesi sono, nell&#8217;ordine, le comunità che ogni anno denunciano il maggior numero di incidenti, totalizzandone ben il 40%. Se si considerano, poi, i casi mortali la percentuale supera il 50%: in altri termini un deceduto di origine straniera su due, in Italia, proviene da una delle tre comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;E&#8217; la prima volta nell&#8217;ultimo decennio &#8211; da quando, cioè, il fenomeno ha assunto una rilevanza statistica &#8211; che è stata registrata una flessione degli infortuni tra i lavoratori stranieri, sempre più presenti nel mercato del lavoro italiano&#8221;, afferma Sartori. &#8220;<strong>Il calo è da attribuire, in parte, alla riduzione complessiva delle opportunità di lavoro che ha interessato tutta la popolazione del Paese</strong> e, dunque, anche gli stranieri &#8211; colpiti, peraltro, da livelli di precarietà superiori agli italiani &#8211; ma, in parte anche consistente, al miglioramento delle loro condizioni per quanto riguarda prevenzione e sicurezza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Emersione delle malattie professionali: le denunce crescono del 16%. </strong>Il 2009 è stato un anno record per le malattie professionali. <strong>Le denunce complessive sono state 34.646</strong>: il valore più alto degli ultimi 15 anni, per un <strong>aumento del 15,7% rispetto ai 30mila casi del 2008 e di circa il 30% in 5 anni</strong> (8mila denunce in più rispetto alle quasi 27mila del 2005).<strong> </strong>L&#8217;Agricoltura è il comparto più interessato: le segnalazioni pervenute all&#8217;INAIL sono più che raddoppiate in un solo anno (da 1.834 del 2008 a 3.914 del 2009, +113,4%) e triplicate nell&#8217;ultimo quinquennio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Impennata per le malattie dell&#8217;apparato muscolo-scheletrico</strong> (tendiniti, affezioni dei dischi intervertebrali, sindrome del tunnel carpale, ecc.) dovute a sovraccarico biomeccanico: con quasi <strong>18mila casi denunciati</strong> &#8211; per un aumento del 36% rispetto al 2008 &#8211; e raddoppiate in cinque anni (erano poco meno di 9mila nel 2005) &#8211; sono emerse prepotentemente come le vere protagoniste del fenomeno tecnopatico.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questo boom complessivo è dovuto a serie di fattori diversi che, da alcuni anni ormai, stanno contribuendo all&#8217;emersione di quelle che gli esperti definiscono <strong>&#8216;malattie nascoste&#8217;</strong>. Non a caso, anche l&#8217;INAIL da tempo segnala come questo fenomeno soffra di una cronica <strong>forma di sottodenuncia</strong>&#8220;, rileva Sartori. &#8220;Spesso, infatti, i lavoratori non sono al corrente dei propri diritti e, in tal senso, va rimarcata la positività dell&#8217;opera di sensibilizzazione e di informazione messa in atto dall&#8217;Istituto, ma anche dai sindacati, dalle associazioni di categoria e dai patronati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A tutto ciò si aggiunge l&#8217;entrata a regime delle nuove tabelle, in base al decreto ministeriale del 9 aprile 2008. &#8220;Il provvedimento ha incluso come tabellate alcune malattie che prima non lo erano&#8221;, spiega Sartori. &#8220;In passato per queste patologie era necessario provare il nesso con la <strong>causa professionale</strong>, adesso beneficiano della presunzione legale di origine. Non a caso tra le malattie tabellate figurano ora anche quelle da <strong>sovraccarico biomeccanico</strong> e da <strong>vibrazioni meccaniche</strong>, che interessano <strong>l&#8217;apparato muscolo-scheletrico</strong>, e che nel 2009 hanno registrato un sensibile aumento delle denunce&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, un effetto tecnico collaterale del ridisegno delle tabelle, elencate ora per specifica patologia piuttosto che per agente patogeno, è stato l&#8217;aumento delle denunce &#8220;plurime&#8221; (più tipi di malattia denunciati contemporaneamente dalla stessa persona) che, nel 2009, hanno raggiunto la considerevole quota del 20% del totale delle denunce, contribuendo significativamente al boom delle denunce.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il raffronto con l&#8217;Europa: Italia meglio della media Ue. </strong>Sulla base dei tassi d&#8217;incidenza standardizzati Eurostat l&#8217;Italia registra per il 2007 (ultimo anno reso disponibile da Eurostat) un indice infortunistico pari a <strong>2.674 infortuni per 100.000 occupati</strong>: più favorevole, dunque, rispetto a quello medio riscontrato nelle due aree U.E. (3.279 per l&#8217;Area Euro e 2.859 per l&#8217;U.E.-15). La graduatoria risultante dalle statistiche armonizzate colloca l&#8217;Italia, in posizione migliore rispetto ai maggiori Paesi del vecchio continente come Spagna (4.691), Francia (3.975) e Germania (3.125).</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda gli infortuni mortali, nel 2007 si è registrata per l&#8217;intera Ue, rispetto all&#8217;anno precedente, una diminuzione dei tassi d&#8217;incidenza da 2,4 a 2,1 decessi (sempre per 100.000 occupati), anche se tale valore è ancora provvisorio, poiché alcuni Paesi non hanno comunicato a Eurostat i dati riguardanti l&#8217;anno 2007. Anche l&#8217;indice dell&#8217;Italia ha registrato nel 2007 un calo da 2,9 a 2,5 decessi per 100.000 occupati, mantenendosi ancora al di sopra del valore medio Ue.</p>
<p style="text-align: justify;">fonte INAIL</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Fiducia del Senato al Maxiemendamento. Peggiora la Sicurezza</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 09:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carmine Celardo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Disposizione peggiorative approvate dal Senato che con 170 SI da la fiducia chiesta dal governo alla manovra correttiva. Il testo ora è in discussione alla Camera.
Roma, 20 luglio 2010 – Il Senato della Repubblica da la fiducia chiesta dal Governo sul maxiemendamento alla manovra correttiva: 170 i voti favorevoli contro 136 no. Il testo, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><em>Disposizione peggiorative approvate dal Senato che con 170 SI da la fiducia chiesta dal governo alla manovra correttiva. Il testo ora è in discussione alla Camera.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/senato3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-609" style="margin: 5px;" title="senato3" src="http://www.dlgs81online.it/wp-content/uploads/2010/07/senato3.jpg" alt="" width="275" height="210" /></a>Roma, 20 luglio 2010 – Il Senato della Repubblica da la <strong>fiducia</strong> chiesta dal Governo sul maxiemendamento <strong>alla manovra correttiva</strong>: 170 i voti favorevoli contro 136 no. Il testo, da convertire entro fine luglio, passa ora alla Camera per l’approvazione da parte dei deputati.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna novità importante se non quelle peggiorative: la manovra infatti aggrava la situazione relativa alla <strong>Tutela dell’Ambiente</strong> e della <strong>Salute e Sicurezza sul Lavoro</strong> e inficia l&#8217;art. 41 della Costituzione, introducendo la <strong>&#8220;SCIA&#8221;</strong> &#8211; Segnalazione certificata inizio attività -, una forma di silenzio assenso all&#8217;inizio di attività imprenditoriali, artigianali e commerciali, pur con alcuni limiti (assolutamente insufficienti), con esclusione dei casi in cui sussistono vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Confermata la <strong><a href="http://www.dlgs81online.it/l%e2%80%99ispesl-e-un-%e2%80%9cente-inutile%e2%80%9d/">soppressione dell’ISPESL</a></strong>, che verrà accorpato all’INAIL, e prorogata al 31 dicembre 2010 la <strong>valutazione del <a href="http://www.dlgs81online.it/richieste-modifiche-al-decreto-sulla-manovra-economica-una-accolta/">rischio stress lavoro-correlato </a>alle aziende private</strong>. (art. 8 comma12). Proroga già prevista per la Pubblica Amministrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La Redazione</p>
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